Archivio dei tag professionisti

Diredazione

Niente versamento se le ritenute non sono pagate

Il Fisco non può pretendere il pagamento della ritenuta d’acconto da parte del professionista se il suo cliente, in qualità di sostituto di imposta, non ha effettuato il versamento. Se il professionista non riceve dal cliente l’attestazione di avvenuto pagamento dell’imposta, non deve versare la maggiore IRPEF eventualmente richiesta dal Fisco, a patto che dimostri di aver ricevuto il corrispettivo fatturato al netto della ritenuta, quindi che è stato già sottoposto a tassazione; pertanto il Fisco non può pretendere il pagamento della ritenuta d’acconto da parte del professionista se il suo cliente, in qualità di sostituto di imposta, non ha effettuato il versamento, a stabilirlo èla sentenza n. 23 del 2016 della Commissione Tributaria Regionale di Milano.

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Polizze omnibus ai professionisti

Il Ministero dello Sviluppo economico è al lavoro su un pacchetto di norme (che secondo fonti interne governative confluiranno nella Legge di Stabilità 2015) in materia assicurativa, che prevedono alcune Novità che riguardano i professionisti. In particolare, è previsto che il professionista sarà coperto da una polizza assicurativa che risarcirà i danni da lui commessi a terzi nell'ambito della propria attività. Per l'attività professionale l’assicurazione per la responsabilità civile sarà obbligatoria, ma si potranno offrire polizze differenziate nelle condizioni economiche.Il risarcimento avverrà  anche quando i sinistri professionali siano stati denunciati al di fuori del periodo di stipula dei contratti, a condizione però, che la richiesta di risarcimento da parte del terzo danneggiato sia pervenuta all'assicuratore durante il tempo per il quale è stata stipulata l'assicurazione. 

Fonte: Italia Oggi, Cinzia De Stefanis, pag. 30

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Sale la protesta sull’obbligo di Pos

Dal 30 giugno commercianti, artigiani e professionisti dovranno accettare le carte di debito Le categorie lamentano gli alti costi tra spese di gestione e commissioni bancarie, l'obbligo, è previsto dal Dl 179/2012, di accettare pagamento con bancomat, oltre la soglia dei 30 euro, per artigiani, commercianti e professionisti. Obiettivo: ridurre l'uso del contante e consentire la tracciabilità dei pagamenti. La legge non prevede una sanzione per chi non adempie, ma secondo Confartigianato le organizzazioni dei consumatori, potrebbero promuovere una class action contro le categorie inadempienti per danno in sede civile. Anche i professionisti sono preoccupati ma, a differenza di negozi e piccoli artigiani, non tutti hanno a che fare direttamente con i privati. C'è però una mobilitazione da parte di alcuni Consigli nazionali. In primis gli architetti, che hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio ed è stato respinto, quindi si è deciso di rivolgersi al Garante della concorrenza e del mercato. Nell'attesa del Garante, il Consiglio, il 21 maggio, ha inviato agli iscritti un parere legale in cui viene "minimizzato" il rischio in caso di inadempienza. Secondo il Consiglio nazionale forense, che ha diramato una circolare il 20 maggio, non esiste un obbligo giuridico, piuttosto si deve parlare di «onere». Oggi dovrebbe arrivare anche una circolare della Fondazione studi dei consulenti del lavoro. «Pagare tramite Pos – spiega il presidente Rosario De Luca – è un'opportunità per i clienti, ma non un obbligo in senso stretto per i professionisti.

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Partite Iva con la fedina pulita

Nuovo adempimento in vigore dal 6 aprile, relativo al certificato antipedofilia, relativo a professionisti, artigiani e commercianti se nell'esercizio delle rispettive attività entrino in contatto con minori, devono avere la fedina penale pulita lo hanno chiarito le faq del Ministero della giustizia. Le Faq dilatano il concetto di «datore di lavoro», ritenendo tale non chi «impiega al lavoro una persona» (come peraltro precisato dall'art. 2 del D.Lgs n. 39/2014), ma chi genericamente «dà lavoro». Il ministero spiega che l'obbligo sussiste in tutti i casi in cui s'instaura, con la persona della quale serve il certificato penale, un rapporto contrattuale con prestazioni corrispettive, per attività che comportino un contatto diretto e regolare coi minori.