Archivio dei tag Privacy

Diredazione

Redditometro pronto a partire

Ieri è stata pubblicata la circolare 6/E/2014 che ha accolto i rilevi mossi dal Garante della privacy nel parere del 21 novembre 2013 in materia di nuovo Redditometro. Le istruzioni dell'Agenzia tagliano definitivamente fuori dalla versione «2.0» dello strumento di accertamento le spese medie Istat. Non ci saranno né nella fase di selezione né nel successivo contraddittorio. Tradotto più semplicemente vuol dire che non saranno considerate, tra gli altri, i valori medi statistici relativi alla spesa per alimenti o per vestiti o ancora per i pranzi fuori casa. Non è detto che tali voci non possano essere "monitorate" in assoluto.

Diredazione

Redditometro, dati incerti

L'Agenzia delle entrate, sostiene che non può assumere rilevanza ai fini del redditometro la quota di risparmio dell'anno e che la quota di risparmio non appare interessata dai rilievi del Garante; Mentre con il provvedimento emesso dal Garante il 21 novembre 2013 non si fa riferimento alla possibilità di utilizzare la quota di risparmio, anzi prescrive all'Agenzia delle Entrate di tenere conto «dei soli dati relativi alle spese certe.

Diredazione

Privacy, redditometro da ristrutturare

L'Agenzia punta a introdurre ritocchi essenziali in tempi brevi per dare il via agli accertamenti Il redditometro torna ai box. Il parere del Garante della privacy ha dato, dopo un'istruttoria di quattro mesi, il via libera alla nuova versione dello strumento di accertamento, ma ha messo una serie di condizioni di cui il Fisco dovrà tenere conto prima di partire con i 35 mila controlli programmati. Questo farà dilatare i tempi di avvio, anche se l'agenzia delle Entrate conta di accogliere i rilievi dell'Authority e partire il prima possibile. Il Garante chiede, infatti, all'Agenzia di non utilizzare le medie Istat (riferite, per esempio, agli acquisti alimentari e all'abbigliamento) nella ricostruzione del reddito dei contribuenti se il Fisco non dispone di evidenze certe.

Diredazione

Privacy, responsabilità da «231»

Nell'elenco entrano anche frodi informatiche e falsificazione di carte di credito I delitti sulla privacy, la frode informatica con sostituzione dell'identità digitale e l'indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito entrano a far parte del catalogo dei reati che fanno scattare la responsabilità delle società a norma del Dlgs 231/2001. A prevederlo è l'articolo 9 del Dl 14/8/2013, n. 93 contenente disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere