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Diredazione

Ripresi i pignoramenti a chi non paga le rate

Per L'applicazione retroattiva delle nuove regole introdotte col decreto "del fare" (Dl 69/2013), si era inevitabilmente creata l'aspettativa che a livello istituzionale, pur nella consapevolezza della reale portata della novella di legge, che vi era la volontà di venire comunque incontro alle esigenze dei contribuenti. La prima "forzatura" ha riguardato la disciplina della decadenza dalle rateazioni. Mentre le regole previgenti disponevano la decadenza dalla dilazione col mancato pagamento di due rate consecutive, quelle attuali richiedono il mancato pagamento di otto rate complessive. Nella nota di Equitalia, si avanzava la tesi che i nuovi requisiti potessero essere utilizzati anche per rimettere in termini i contribuenti che, al 22 giugno 2013, erano incorsi nell'omesso pagamento di due rate. Con la risoluzione n. 32 del 2014 dell'agenzia delle Entrate precisa che la vigente condizione di decadenza trova applicazione anche con riguardo alle rateazioni precedenti, purchè si tratti di rateazioni non decadute alla data di entrata in vigore del Dl 69/2013.

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La casa è salva se c’è la residenza

Equitalia, con un’apposita direttiva interna e in merito alle nuove disposizioni sulla riscossione contenute nel D.L. n. 69/2013, ha precisato che qualora il debitore possieda come unico immobile l'abitazione in cui risiede e questo non è un immobile di lusso ed ha destinazione catastale abitativa, il bene non può essere mai espropriato. Questa regola vale anche in presenza di pertinenze dell'abitazione.

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I pignoramenti riformati alla prova del «favor rei»

Dal 22 giugno sono entrate in vigore le nuove disposizioni sulla non pignorabilità dell'abitazione principale previste dal Decreto del Fare; sul punto, tuttavia, l’autore evidenzia una serie di problemi operativi ed interpretativi da affrontare.

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Stop ai pignoramenti sul c./c.

Equitalia, con una propria nota, prende posizione sulle procedure di riscossione sugli emolumenti di dipendenti e pensionati: è stato precisato che con decorrenza immediata non si dovrà procedere in via prioritaria ai pignoramenti sui conti correnti presso Istituti bancari e Poste.

Tali azioni saranno attivabili solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro e l’ente pensionistico e qualora, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio e pensione risulti pari o superiore a 5.000 euro al mese.