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Fatturazione elettronica in tilt sui termini

Per la conservazione delle fatture elettroniche emesse, rischio cortocircuito tra il nuovo obbligo di emissione della fattura elettronica (6 giugno 2014) e l'obbligo di conservazione delle fatture, obbligo previsto attualmente entro 15 giorni dalla emissione/ricezione del documento. Il problema, individuato da tempo da tecnici ministeriali, associazioni e forum nazionale della fattura elettronica, potrebbe non trovare una tempestiva soluzione se non venisse immediatamente emanata la nuova versione del decreto del ministero dell'Economia del 23 gennaio 2004 che prevede le regole fiscali per la conservazione dei documenti elettronici e che indica, ancora oggi, come obbligatoria la conservazione delle fatture entro 15 giorni dalla loro emissione o dalla loro ricezione. il Forum Italiano sulla fatturazione elettronica ha trasmesso al Dipartimento delle Finanze una proposta di nuovo decreto ministeriale, ex articolo 21, comma 5, del Cad per sostituire quello attualmente in vigore (Dm 23 gennaio 04). È pertanto urgente che il ministero emani il decreto "mancante" che ha, però, necessità del nulla osta del «Ministro competente all'innovazione e tecnologia», ministro formalmente inesistente le cui funzioni dovrebbero essere state assorbite dalla Funzione Pubblica.

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Fatturazione elettronica al via

Scatta l'obbligo per tutti i fornitori, dal prossimo 6 giugno 2014, di emettere le fatture in formato elettronico nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti di previdenza, così come previsto dalla legge n.244 del 2007. A seguito del decreto legge n.66 del 24 aprile 2014 (decreto Renzi) l'obbligo nei confronti di tutte le altre Amministrazioni pubbliche statali e locali invece è stato anticipato dal 6 giugno 2015 al 31 marzo 2015.

Con la recente circolare n.1 del 2014 il Ministero dell'Economia e delle Finanze è intervenuto per chiarire alcuni punti sugli adempimenti correlati alla fatturazione elettronica nei confronti delle PA, nello specifico tratta dei sequenti argomenti:
Il termine per gli uffici pubblici per il caricamento delle proprie anagrafiche nel sistema IPA (Indice delle pubbliche amministrazioni)
La data di emissione della fattura elettronica;
il divieto di pagamento in assenza di fattura elettronica;
il trattamento dei casi in cui è impossibile il recapito della fattura elettronica all’amministrazione.

La fattura elettronica consiste in un documento che ha un formato XML, sottoscritto con firma digitale elettronica qualificata, ed una volta predisposta viene nominata dal fornitore secondo le modalità definiti dal decreto n. 55 del 2013 essendo pronta per essere inviata al sistema informatico gestito dall'Agenzia delle entrate con SOGEI (denominato SDI), attraverso i canali tecnici telematici previsti: web, web service, SpCoop, Ftp, Pec.
L'accreditamento per tale invio va effettuato sul sito ufficiale www.fatturapa.gov.it, nel quale è anche possibile monitorare la situazione delle fatture inviate.
Il Sistema effettua una serie di controlli tecnici prima di inoltrarlo all'ufficio competente, verificando anche che tale ufficio sia registrato nell'Indice delle Pubbliche amministrazioni.
Le fatture elettroniche emesse nei confronti delle PA, devono indicare anche:
il Codice identificativo di gara (CIG), salvo gli specifici casi di esclusione della tracciabilità ex Legge n. 136 del 2010;
il Codice unico di Progetto (CUP) per le fatture riferite a opere pubbliche, manutenzioni straordinarie, interventi finanziari da contributi comunitari nonché se previsto ai sensi dell’art. 11, Legge n.3 del 2003 ed in mancanza di detti codici, la PA non può effettuare il pagamento della fattura; adempimenti inseriti anche dal recente Decreto Renzi con l’art. 25 del recente DL 66 del 2014.
La ricezione da parte del Sistema SDI viene attestata al fornitore attraverso l'invio di una ricevuta che può avere un valore diverso in funzione dell'esito dell'inoltro:
Pertanto si avranno una notifica di avvenuta consegna oppure una notifica di mancata consegna.
Le 2 notifiche sono valide per attestare l'emissione della fattura da parte del fornitore e nei casi In caso di mancato inoltro è il sistema che si fa carico di segnalare all'impresa la necessità di modificare il codice identificativo dell'ufficio oppure richiederà di inviare la fattura con altre modalità.
Per le fatture cartacee emesse prima del 6 giugno 2014, ossia fino al 6 settembre 2014 vi è di fatto un periodo di transizione di tre mesi per le procedure di invio, verifica e pagamento nel quale le amministrazioni interessate dall'obbligo sono tenute a procedere con i pagamenti mentre i fornitori non possono più emettere fatture cartacee.

Mentre per le fatture cartacee che non fossero ancora state pagate entro questo termine, le amministrazioni sono tenute comunque a concludere il procedimento

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L’Amministrazione censisce i debiti

I titolari dei crediti verso la P.A con l'utilizzo della piattaforma elettronica potranno comunicare i dati relativi alle fatture o richieste equivalenti emesse dal 1° luglio 2014, e le P.A. saranno obbligate a comunicare le informazioni relative alla ricezione e alla rilevazione, sui propri sistemi contabili, delle fatture o richieste equivalenti emesse al 1° gennaio 2014, e a inviare entro il 15 di ciascun mese i dati relativi ai debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per i quali, nel mese precedente, sia stato superato il termine di pagamento di cui al D.Lgs. 231/2002, come modificato dal D.Lgs. 192/2012. E' quello che stabilisce il D.L. 66/2014 che definisce in modo puntuale e più efficace la procedura con cui i crediti che i fornitori di beni e servizi vantano nei confronti della P.A. vengono certificati dalla piattaforma ad hoc.

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Pa, la e-fattura gioca d’anticipo

La fattura elettronica obbligatoria nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni, comprese quelle locali, per le quali la decorrenza era originariamente prevista, dal decreto ministeriale n. 55 del 3 aprile 2013, il 6 giugno 2015, vedrà un'anticipazione al 31 marzo 2015, grazie al decreto IRPEF varato dal governo. L'anticipazione è prevista dall'art. 25 del decreto legge Irpef per assicurare l'effettiva tracciabilità dei pagamenti. È stato incrementato anche il contenuto informativo delle fatture trasmesse obbligatoriamente attraverso il Sistema di interscambio - Sdi, le quali dovranno riportare il Codice Informativo di Gara (Cig) e il Codice Unico di Progetto (Cup).